Il 30 aprile, il Governo ha approvato il DL Coesione (ancora in bozza), il cui articolo 18 introduce una nuova misura agevolativa per imprese e professionisti del sud, denominata “Resto al Sud 2.0”. Vediamo di cosa si tratta.
Resto al Sud 2.0: Agevolazioni per Imprese e Professionisti
L’articolo 18 della bozza del DL Coesione, post Consiglio dei Ministri, prevede che, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, venga istituita la misura “Resto al Sud 2.0” per promuovere la creazione di nuove attività nelle regioni del sud Italia (come specificato nel comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modifiche dalla legge 3 agosto 2017, n. 123).
Possono accedere ai finanziamenti le iniziative economiche finalizzate all’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriale e libero-professionale, sia in forma individuale che collettiva, comprese quelle che richiedono l’iscrizione ad ordini o collegi professionali.
Le attività possono essere avviate in forma individuale, tramite l’apertura di partita IVA per costituire un’impresa individuale o svolgere attività libero-professionale, o in forma collettiva, mediante la costituzione di società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, società cooperativa o società tra professionisti.
I destinatari dell’intervento sono giovani sotto i trentacinque anni che soddisfano uno dei seguenti requisiti:
- Condizione di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, come definito dal Piano nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027;
- Inoccupati, inattivi e disoccupati;
- Disoccupati beneficiari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL).
Sono ammissibili a finanziamento le seguenti iniziative:
- Erogazione di servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare per l’avvio delle attività, definita su base territoriale e in collaborazione con le regioni, in linea con il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e il programma GOL;
- Tutoraggio per incrementare le competenze, supportando i destinatari nelle fasi di realizzazione della nuova iniziativa;
- Interventi di sostegno all’investimento, consistenti nella concessione di incentivi per l’avvio delle attività.
Un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con il Ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il PNRR, e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, definirà i criteri e le modalità di finanziamento delle iniziative, in linea con l’Accordo di partenariato 2021-2027 e il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027.
Resto al Sud 2.0: Gli Incentivi
Gli incentivi sono disponibili in conformità con il regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis e possono essere alternativamente:
- Un voucher di avvio, non soggetto a rimborso, utilizzabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio delle attività, fino a un massimo di 40.000 euro per le attività con sede legale nelle aree del Mezzogiorno e nelle regioni dell’Italia centrale colpite dai terremoti del 2009 e 2016. Per l’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali, o per beni che migliorano la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico, il voucher può arrivare a 50.000 euro;
- Un aiuto per programmi di spesa fino a 120.000 euro, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 75% per l’avvio delle attività nelle aree del Mezzogiorno e nelle regioni dell’Italia centrale colpite dai terremoti del 2009 e 2016;
- Un aiuto per programmi di spesa tra 120.000 e 200.000 euro, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 70% per l’avvio delle attività nelle stesse aree geografiche.
